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UNI/TS 11300-3: progetto UNI1612562 "Ventilazione negli edifici per l'istruzione"
- UNI/TS 11300-1: definisce i metodi per il calcolo del fabbisogno di energia termica per climatizzazione invernale ed estiva;
- UNI/TS 11300-2: si occupa dei dati e metodi per il fabbisogno di acqua calda sanitaria e i rendimenti degli impianti;
- UNI/TS 11300-3: specifica il calcolo del fabbisogno di energia primaria e dei rendimenti per la climatizzazione estiva;
- UNI/TS 11300-4: valuta l'apporto di energia da fonti rinnovabili (solare termico, biomasse, pompe di calore, ecc.) per riscaldamento e acqua calda;
- UNI/TS 11300-5: calcola il fabbisogno di energia primaria considerando energia consegnata/esportata e quota da rinnovabili;
- UNI/TS 11300-6: fornisce metodi per il calcolo dell'energia elettrica per il sollevamento (ascensori).
Il documento affronta il classico e critico trade-off tra:
- Salute e prestazione cognitiva (IAQ): garantire adeguati ricambi d'aria per diluire gli inquinanti di origine biologica (es. CO2 prodotta dagli occupanti, virus, batteri) e chimica (es. VOC da materiali, ozono, ecc.). Il CO2 è un noto indicatore di affollamento e un livello elevato influisce negativamente sulla concentrazione e sulle prestazioni cognitive degli studenti;
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Efficienza energetica: La ventilazione è una delle principali voci di spesa energetica in un edificio, in quanto l'aria espulsa calda d'inverno o fredda d'estate deve essere trattata (riscaldata o raffreddata) e sostituita con aria esterna.
Il progetto di norma mira a stabilire criteri che consentano l'uso di impianti di ventilazione meccanica controllata (VMC) che, specialmente se dotati di recupero di calore ad alta efficienza, possono bilanciare efficacemente le due esigenze.
L'ambito di applicazione è molto ampio e specifico per un edificio scolastico moderno:
- Aule didattiche e aule magne: gli ambienti ad alta densità di occupazione e a permanenza prolungata, dove il controllo di CO2 è essenziale;
- Laboratori didattici: spesso richiedono requisiti di ventilazione specifici per l'uso di sostanze chimiche o per l'elevato carico termico dovuto alle apparecchiature;
- Ambienti per lo sport: ambienti con elevata attività metabolica e quindi alta produzione di CO2 e vapore acqueo, che necessitano di alti ricambi d'aria.
- Attività amministrative e di gestione: assicurando che l'intera struttura risponda a standard omogenei di qualità.
Questa completezza nella trattazione è fondamentale nell'ottica della riqualificazione delle strutture o alla costruzione di nuovi edifici prendendo in considerazione:
- La ventilazione naturale (apertura delle finestre) è spesso inefficace. incontrollabile e comporta enormi dispersioni energetiche (soprattutto se non è possibile recuperare il calore);
- La VMC con sistemi a portata variabile (VAV o DCV - Demand Controlled Ventilation) che reagiscono ai sensori di CO2 è la soluzione tecnica più avanzata per raggiungere contemporaneamente alta IAQ e basso consumo energetico.
La norma fornirà, con ogni probabilità, parametri chiari su come dimensionare il flusso d'aria, la scelta del sistema di filtrazione, i requisiti minimi di efficienza del recuperatore di calore e le strategie di controllo basate sull'occupazione.
Questo progetto normativo avrà sicuramente un impatto significativo su:
- Progettisti e installatori: fornirà regole chiare e misurabili per la progettazione di nuovi edifici scolastici e per la riqualificazione di quelli esistenti, in linea con le migliori pratiche europee e internazionali;
- Amministrazioni pubbliche: potrà diventare un requisito tecnico fondamentale nei bandi di gara (es. fondi PNRR o simili) per la costruzione e riqualificazione delle scuole, garantendo che gli investimenti portino a miglioramenti tangibili sia sull'efficienza che sulla salute;
- Salute pubblica e didattica: migliorare la IAQ in classe è un'azione concreta per ridurre la trasmissione aerea di patogenie per ottimizzare l'ambiente di apprendimento, con un impatto diretto sui risultati scolastici.