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É stato firmato nella serata di ieri domenica 22, il nuovo DPCM che stabilisce un'ulteriore stretta del Governo per contenere l'epidemia del Corona virus.

Il testo del DPCM 22 marzo 2020 (GU Serie Generale n.75 del 22-03-2020) definisce le attività essenziali che potranno rimanere aperte.

L'elenco contiene le 80 attività essenziali e di pubblica utilità comprese quelle non espressamente contenute nella prima lista varata sabato 21 marzo da Palazzo Chigi, ma comunque funzionali a quelle essenziali. 

La lista potrà essere aggiornata tramite decreto del MiSE sentito il Mef.

Tra le attività consentite ci sono quelle legate alle famiglie, come i portieri di condomini e le colf e le badanti conviventi.

Restano in funzione l'intera filiera farmaceutica e alimentare, i servizi di call center, edicole e tabaccherie e i servizi bancari con la prescrizione di limitare l'accesso alle filiali favorendo i servizi online e attraverso bancomat.

Anche gli uffici postali continueranno a rimanere aperti ma in numero adeguato a prestare i servizi essenziali in base alla popolazione del luogo.

Restano chiusi scuole, musei, luoghi e istituti di cultura  e tutti i negozi, tranne quelli delle categorie espressamente previste.

Sono comunque consentite le attività che erogano servizi di pubblica utilità, nonché servizi essenziali di cui alla legge 12 giugno 1990, n. 146.

Il Decreto favorisce comunque il più possibile l'adozione dello "smart-working".

Il decreto prevede inoltre che, fino al 25 marzo, i Presidenti delle Regioni possano ridurre i servizi di trasporto pubblico locale, anche non di linea, per effettuare le dovute sanificazioni e assicurare i livelli essenziali di servizio.

Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti potrà disporre la cancellazione o la riduzione dei servizi di trasporto via pullman, treno, aereo o nave.

Resta il divieto per le persone di trasferirsi o spostarsi in un comune diverso da quello in cui ci si trova sia con mezzi propri che di trasporto pubblico.

Sono esclusi dal divieto  gli spostamenti per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza o per motivi di salute.

“Comprovate esigenze lavorative” significa che si deve essere in grado di dimostrare che si sta andando (o tornando) al lavoro, anche tramite l’autodichiarazione vincolante o con ogni altro mezzo di prova, la cui non veridicità costituisce reato.

L’attività motoria all’aperto è consentita solo se è svolta individualmente e in prossimità della propria abitazione. È obbligatorio rispettare la distanza di almeno un metro da ogni altra persona. Sono sempre vietati gli assembramenti.

Le disposizioni del decreto producono effetto dal 23 marzo 2020 e sono efficaci fino al 3 aprile 2020 e si applicano alle scadenze sancite dal DPCM 11 marzo 2020 e a quelle previste dall'ordinanza del Ministro della Salute del 20 marzo 2020 ora prorogati al 3 aprile 2020.

Per consultare le Faq del governo http://www.governo.it/it/articolo/decreto-iorestoacasa-domande-frequenti-sulle-misure-adottate-dal-governo/14278?gclid=Cj0KCQjwmdzzBRC7ARIsANdqRRlLpE8-9aDhL7-_tLm2PqVLYFxCpEV5Y1YZjgFtu9Lyj9o_Xokk47IaAq6JEALw_wcB

Testo del decreto http://www.governo.it/it/articolo/coronavirus-firmato-il-dpcm-22-marzo-2020/14363

 

 

 

 

 

 
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