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Sicurezza sul Lavoro: analisi Infor.MO sugli infortuni nella manutenzione industriale
L'attività di manutenzione, da semplice intervento riparativo, si è evoluta in un insieme strutturato di azioni tecniche, amministrative e preventive fondamentali per mantenere in efficienza le macchine e gli impianti.
Secondo i dati analizzati dal sistema di sorveglianza Infor.MO per il periodo 2014-2023, la manutenzione nel settore manifatturiero (Sezione C, Ateco 2025) rappresenta una fase lavorativa particolarmente critica.
I numeri dell'emergenza nel settore manifatturiero
I dati rilevati dai servizi di prevenzione delle Asl offrono un quadro chiaro sull'incidenza degli infortuni in questa specifica fase:
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Su un totale di 1.128 infortuni mortali e gravi nel settore manifatturiero, 259 casi (circa un quarto) si sono verificati durante attività manutentive.
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Il bilancio di questi 259 eventi è di 95 infortuni mortali e 164 gravi.
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Le vittime sono prevalentemente uomini (95,0%) e di nazionalità italiana (85,3%).
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Il 75,1% degli infortunati possiede un'anzianità nella mansione superiore ai tre anni, confermando che l'esperienza consolidata non è sufficiente a prevenire l'evento avverso.
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Oltre il 65% dei lavoratori coinvolti non è propriamente specializzato in attività di manutenzione, comprendendo profili come saldatori, conduttori di macchine, operai del legno e della chimica.
Le lesioni fisiche maggiormente riportate comprendono fratture (36,3%), schiacciamenti (22,3%) e amputazioni (22,0%), localizzate principalmente agli arti superiori, al cranio o in sedi multiple.
Settori più colpiti e modalità di accadimento
L'analisi evidenzia una concentrazione degli eventi in cinque macro-settori industriali:
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Metalmeccanica: 26,6% degli eventi, con una prevalenza di interventi per la riparazione di guasti (43,5%).
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Industria alimentare, bevande e tabacco: 17,8%, dove spiccano le attività di pulizia, ripristino e sblocco della produzione (63,0%).
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Fabbricazione di macchine: 11,6%.
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Industria chimica, gomma e plastica: 11,6%.
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Fabbricazione di prodotti in vetro, ceramica e materiali per l'edilizia: 9,3%.
Le dinamiche infortunistiche principali che coprono circa tre quarti degli eventi totali sono tre:
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Contatto con organi di lavoro in movimento (30,9%): Coinvolge in primo luogo macchine utensili (37,5%) e impianti di processo (27,5%).
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Caduta dall'alto dell'infortunato (27,4%): Avviene frequentemente da tetti (28,2%), altre parti in quota dell'edificio (25,3%) e da attrezzature per il lavoro in quota (23,9%).
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Avviamento inatteso/inopportuno (13,9%): Riguarda macchine, impianti di sollevamento e trasporto.
Fattori di rischio e cause scatenanti
Lo studio delle 466 cause associate agli incidenti restituisce uno spaccato delle criticità organizzative e tecniche.
Al primo posto si collocano gli errori procedurali (55,6% dei casi totali, ripartiti tra attività dell'infortunato e di terzi), che si traducono in azioni estemporanee (51,1%), carenza di formazione/addestramento (26,4%) e pratiche scorrette abituali (21,3%).
Un ruolo determinante è giocato dai problemi legati a utensili, macchinari e impianti (27,9%), dove l'assenza o l'inadeguatezza delle protezioni pesa per il 46,2%. Nelle cadute dall'alto, invece, emergono gravi mancanze relative all'ambiente lavorativo (assenza di barriere e parapetti per il 37,5%) e il mancato o errato utilizzo di DPI anticaduta.
Misure preventive e protettive
Per garantire un'efficace gestione della sicurezza, la manutenzione deve essere integrata nella valutazione dei rischi aziendali come un processo continuo, non come un'emergenza estemporanea. Le azioni preventive prioritarie includono:
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Valutazione e procedure: aggiornare costantemente i rischi a partire da fascicoli tecnici e manuali d'uso, definendo chiare procedure operative che includano la verifica dei dispositivi di interblocco e la corretta gestione delle energie (sistemi di blocco).
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Formazione e addestramento: prevedere percorsi formativi specifici sia per i manutentori titolari sia per i sostituti occasionali, abbattendo l'incidenza degli errori derivanti dalla mancata conoscenza della macchina.
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Gestione interferenze (DUVRI): in caso di affidamento all'esterno, applicare rigorosamente l'art. 26 del d.lgs. 81/2008 coordinando le misure tra l'azienda ospitante e le ditte appaltatrici.
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Supervisione e ruoli: promuovere il coinvolgimento attivo dei preposti (art. 19 d.lgs. 81/2008) per vigilare sull'uso delle protezioni, interrompendo le attività in caso di violazione o di rimozione dei dispositivi di sicurezza.
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Lavori in quota: verificare preventivamente la calpestabilità delle coperture, utilizzare piattaforme elevabili (PLE) o ponteggi conformi, e garantire la presenza di percorsi segnalati, punti di ancoraggio e DPI anticaduta adeguati.
Troverete l'analisi Infor.MO in download in fondo all'articolo.