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Amianto: cosa cambia nel 2026
Con la recente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (9 gennaio 2026) del Decreto Legislativo n. 213/2025, l’Italia recepisce le ultime direttive europee, introducendo standard molto più rigorosi per la protezione dall’esposizione all’amianto.
Se sei un datore di lavoro, un tecnico della sicurezza o un proprietario d'immobili, è fondamentale conoscere queste novità: non si tratta solo di adempimenti burocratici, ma di una vera e propria evoluzione tecnologica e metodologica.
Limiti di esposizione: una soglia dieci volte più bassa
La novità più impattante riguarda il valore limite di esposizione professionale. Per anni siamo stati abituati a una soglia di 0,1 fibre per centimetro cubo. Con il nuovo decreto, il limite viene ridotto drasticamente a 0,01 f/cm³.
Questo significa che la soglia di tolleranza si riduce di dieci volte, richiedendo misure di prevenzione e protezione molto più sofisticate per garantire che l'aria respirata dai lavoratori sia sicura.
Addio alla sola microscopia ottica: entra in campo l'elettronica
Entro il 21 dicembre 2024, il metodo di conteggio delle fibre cambierà radicalmente. La tradizionale microscopia ottica a contrasto di fase (MOCF) non sarà più sufficiente per le misurazioni definitive, poiché non permette di vedere le fibre più sottili.
La nuova normativa impone l'uso della microscopia elettronica (SEM). Questo strumento permette di rilevare fibre con una larghezza inferiore a 0,2 micrometri, garantendo una precisione che finora era rimasta fuori dalla portata dei controlli standard.
L'obbligo della ricerca preventiva (Focus edifici pre-1992)
Non si può più intervenire "alla cieca". Prima di iniziare qualsiasi lavoro di demolizione o manutenzione, il datore di lavoro ha l'obbligo di verificare la presenza di amianto.
- Per gli edifici costruiti prima del 27 marzo 1992, questa ricerca è obbligatoria;
- Se non esistono documenti certi, è necessario incaricare un operatore qualificato per effettuare campionamenti e analisi analitiche.
Priorità alla rimozione
Il decreto stabilisce un principio chiaro: la rimozione dell’amianto deve sempre avere la priorità rispetto ad altre tecniche di gestione (come l’incapsulamento), ove tecnicamente possibile. L’obiettivo a lungo termine è chiaro: un ambiente di vita e di lavoro completamente libero da fibre pericolose.
Formazione e notifiche digitali
La gestione burocratica diventa più snella ma più tracciabile grazie alle notifiche telematiche agli organi di vigilanza. Parallelamente, cresce l'importanza della formazione: i lavoratori devono essere addestrati non solo sui rischi, ma anche sull'uso delle nuove tecnologie per il contenimento delle polveri.
L'aggiornamento normativo del 2026 rappresenta una sfida, ma anche un'opportunità per elevare gli standard di sicurezza nelle nostre aziende. Restare aggiornati non è solo un obbligo di legge, ma un impegno verso la vita e la salute di chi ogni giorno opera in contesti a rischio.