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Sicurezza sul Lavoro 2026

Strategia nazionale Salute e Sicurezza sul Lavoro 2026-2030

Il Ministero della Salute ha delineato la nuova Strategia Nazionale per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (SSL) per il quinquennio 2026-2030.
Questo documento rappresenta il fulcro delle politiche italiane per contrastare infortuni e malattie professionali, adattando le tutele alle sfide moderne come la digitalizzazione, il cambiamento climatico e l'invecchiamento della forza lavoro.

I dati del lavoro in Italia

Per comprendere l'urgenza di questa strategia, è necessario guardare ai dati del 2024 forniti dall'ISTAT e dall'INAIL:

Occupazione

Il numero di occupati ha raggiunto i 23 milioni 932 mila unità, con una crescita del 1,5% rispetto al 2023.

Infortuni

Nel 2024 sono state registrate 593 mila denunce di infortunio (+0,4% rispetto all'anno precedente).

Malattie professionali

Si registra un forte trend di crescita con oltre 88 mila denunce nel 2024, segnando un aumento del 21,8% rispetto al 2023.

Patologie diffuse

Le malattie muscolo-scheletriche rappresentano il 74,8% delle denunce totali.
 
I 5 assi strategici della SSL 2026-2030
La strategia si articola su cinque pilastri fondamentali, pensati per integrare gli obiettivi europei "Vision Zero" nel contesto italiano.
 
1) Affrontare i cambiamenti del mondo del Lavoro
L'obiettivo è gestire i rischi emergenti legati alla transizione verde e digitale.
  • Rischi Tecnologici: monitoraggio dell'impatto di IA, robotica e algoritmi adattivi sullo stress lavoro-correlato;
  • Cambiamento climatico: gestione delle ondate di calore e dei rischi ambientali outdoor;
  • Lavoro a distanza: soluzioni per mitigare i rischi ergonomici e psicosociali dello smart working.
2) Rafforzare la resilienza del sistema istituzionale
Si punta a una maggiore interoperabilità dei dati attraverso il SINP (Sistema Informativo Nazionale per la Prevenzione).
  • Condivisione dati: utilizzo dei flussi informativi INAIL, INL e Regioni per una vigilanza mirata;
  • Coordinamento: sinergia tra ASL, Ispettorato Nazionale del Lavoro e Vigili del Fuoco;
3. Potenziare l'efficacia delle tutele
Un ruolo centrale è affidato al rafforzamento del personale ispettivo e sanitario.
  • Potenziamento ASL: l'obiettivo è raggiungere una dotazione di 34 operatori PSAL ogni 100.000 occupati;
  • Patente a Crediti: Implementazione del sistema di qualificazione per le imprese nel settore dell'edilizia.
4. Supportare le micro, piccole e medie imprese (MPMI)
Le MPMI costituiscono oltre il 94% del tessuto imprenditoriale italiano.
  • Assistenza: piani mirati di prevenzione per aiutare i datori di lavoro a vedere la sicurezza come un investimento e non solo un costo;
  • Incentivi: Conferma dei bandi ISI INAIL per l'acquisto di macchinari sicuri.
5. Diffondere la cultura della prevenzione
La sicurezza deve entrare nelle scuole fin dalla primaria.
  • Educazione civica: integrazione della SSL nei programmi scolastici (Legge 21/2025) per formare lavoratori consapevoli;
  • Vision Zero: promozione di una mentalità in cui ogni infortunio è considerato prevenibile.
 
La strategia 2026-2030 non è un documento statico, ma un percorso dinamico che prevede un monitoraggio annuale per verificare il calo degli infortuni gravi e mortali. Solo attraverso un approccio partecipato tra istituzioni, parti sociali e imprese sarà possibile garantire un ambiente di lavoro realmente sano e sicuro.
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