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Classificazione normativa dei sistemi fotovoltaici
La norma CEI 82-25 distingue gli impianti su edifici in due macro-categorie fondamentali:
- BIPV (Building Integrated Photovoltaic Systems): sistemi in cui i moduli fotovoltaici si sostituiscono ad elementi costruttivi dell'involucro edilizio (copertura o facciata). Questi moduli devono possedere le caratteristiche di prodotti da costruzione secondo il Regolamento Europeo CPR 305/2011;
- BAPV (Building Attached Photovoltaic Systems): sistemi in cui i moduli sono applicati sopra la copertura o la facciata esistente. In questo caso, non è strettamente necessario che i moduli abbiano le caratteristiche di prodotti da costruzione.
Quando si parla di energia solare applicata all'architettura, le sigle BIPV e BAPV rappresentano due approcci profondamente diversi.
La distinzione non è solo tecnica, ma riguarda il ruolo stesso del pannello fotovoltaico nell'edificio.
BIPV (Building Integrated Photovoltaics)
Il BIPV identifica il fotovoltaico architettonicamente integrato. In questo caso, i moduli fotovoltaici non sono solo appoggiati all'edificio, ma sostituiscono materiali da costruzione tradizionali (come tegole, vetrate o facciate).
Il modulo serve a produrre energia e, contemporaneamente, funge da involucro edilizio (protezione dagli agenti atmosferici, isolamento termico e acustico). Essendo parte della struttura, il sistema è spesso invisibile o perfettamente armonizzato con il design.
Esempi comuni sono:
- Tegole fotovoltaiche: sostituiscono le tegole in laterizio;
- Vetri fotovoltaici: utilizzati per finestre o facciate continue (curtain walls) che lasciano passare la luce;
- Parapetti e pensiline: dove il pannello stesso è l'elemento strutturale.
Il BIPV è la scelta privilegiata per chi cerca l'eccellenza estetica o deve rispettare vincoli paesaggistici. Tuttavia, richiede una progettazione molto accurata poiché il pannello, essendo integrato, tende a scaldarsi di più (riducendo l'efficienza) e la sua manutenzione può essere più complessa (se si rompe un vetro fotovoltaico, si apre un "buco" nell'involucro).
Le norme CEI EN 50583-1 e CEI EN 50583-2 definiscono cinque categorie di montaggio dei sistemi BIPV, basate sull'inclinazione e l'accessibilità come in tabella:
| Categoria | Descrizione Tecnica | Inclinazione | Caratteristiche di Sicurezza |
| A |
Integrato con il tetto, non accessibile dall’interno.
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0°≤Inclinazione≤75°
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Richiede una barriera sul retro per prevenire la caduta di frammenti di vetro nelle aree sottostanti.
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| B |
Integrato con il tetto, accessibile dall’interno.
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0°≤Inclinazione≤75°
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- |
| C |
Montato verticalmente, non accessibile dall’interno.
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75°<Inclinazione≤90°
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Richiede una barriera sul retro anti-caduta vetri.
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| D |
Montato verticalmente, accessibile dall’interno.
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75°<Inclinazione≤90°
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- |
| E |
Integrato esternamente, forma uno strato funzionale aggiuntivo.
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Variabile |
Include elementi come balconi, balaustre, persiane e frangisole.
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Per i sistemi BIPV, le norme stabiliscono requisiti base e aggiuntivi derivanti dal regolamento CPR, che devono essere verificati in fase di progetto:
- Resistenza meccanica e stabilità: la struttura deve sopportare i carichi propri e quelli accidentali (neve, vento);
- Sicurezza in caso di incendio: comportamento al fuoco dei moduli integrati;
- Igiene, salute e ambiente: assenza di sostanze nocive e gestione degli scarichi;
- Sicurezza e accessibilità durante l’utilizzo: prevenzione di infortuni durante la manutenzione;
- Protezione contro il rumore: capacità fonoisolante degli elementi integrati;
- Economia energetica e ritenzione del calore: contributo all'isolamento termico dell'edificio;
- Utilizzo sostenibile di risorse naturali: ciclo di vita dei materiali.
BAPV (Building Applied Photovoltaics)
Il BAPV identifica il fotovoltaico aggiunto all'edificio. È il sistema più comune e diffuso, dove i pannelli vengono installati sopra una struttura già esistente. La loro unica utilità è la produzione di energia elettrica. Se i pannelli venissero rimossi, l'integrità e la funzionalità dell'edificio rimarrebbero intatte.
L'installazione avviene tramite staffe, binari o zavorre sopra il tetto o contro una parete.
Esempi comuni sono:
- Il classico impianto su tetto a falda con pannelli blu o neri montati sopra le tegole;
- Sistemi a terra o su tetti piani con supporti inclinati.
Il BAPV la soluzione più pragmatica ed economica. L'installazione è veloce, i componenti sono standard e facili da sostituire. Di contro, l'impatto estetico può non essere gradito e aumenta il carico statico sulle strutture esistenti.
Un confronto tra i due sistemi è illustrato nella tabella seguente:
| Caratteristica | BIPV (Integrato) | BAPV (Aggiunto) |
| Materiali | Sostituisce materiali edilizi | Si aggiunge ai materiali esistenti |
| Costo Iniziale | Più alto (ma risparmi sui materiali sostituiti) | Più basso e standardizzato |
| Estetica | Elevata, ideale per centri storici | Impatto visivo evidente |
| Efficienza | Spesso minore (minor ventilazione) | Maggiore (miglior raffreddamento naturale) |
| Applicazione ideale |
Nuove costruzioni o ristrutturazioni totali |
Edifici esistenti (Retrofit) |
Un aspetto critico sottolineato dalla norma riguarda il fissaggio delle strutture sui tetti pichè, secondo le NTC 2018 (DM 17 gennaio 2018) e la Circolare Esplicativa del 2019, non è permesso vincolare le strutture degli impianti fotovoltaici ai solai contando solo sull'effetto dell'attrito (es. semplici zavorre appoggiate).
Le strutture devono essere collegate alla costruzione tramite vincoli rigidi (tasselli o simili) o flessibili (stralli). Questo requisito è fondamentale per la resistenza alle azioni sismiche.